Salvate il soldato Scienza

Qualche tempo fa, in un regno lontano, gli idraulici facevano gli idraulici, i medici facevano i medici e i ricercatori facevano i ricercatori. Quando qualcuno non capiva qualcosa, non riusciva a spiegarsi qualcosa andava a chiedere a qualcuno che ne capiva di questo argomento, che fosse esperto, che avesse studiato. Gli esperti erano ammirati e riveriti e quello che dicevano era oro colato. Era una sorta di gratificazione per le persone che avevano passato la vita sui libri o ad analizzare dati. Era un riconoscimento giusto al loro lavoro.

Tempo fa quando un bambino chiedeva cosa erano quelle scie nel cielo il papà rispondeva normalmente che erano la condensazione dell’acqua dei motori. Ora ci sono padri che, dopo essersi laureati alla prestigiosa Università di Youtube con specializzazione presa su Facebook, rispondono al povero figlio che sono scie chimiche e che ci stanno avvelenando tutti.

Da qualche anno a questa parte, infatti, probabilmente per un diffuso  e malinteso sentimento di par condicio per il quale tutti possono dire e pontificare su tutto, questo idilliaco sistema che si fondava sul merito è andato a farsi friggere. E così su quotidiani, su blog di giornali famosi o su riviste di dubbia reputazione si è iniziato a dare spazio a antivaccinisti, sciachimicari, undicisettembrini, e chi ne ha più ne metta – spesso con la giustificazione aberrante di dare voce a tutte le campane.

cagata-pazzesca-fantozzi

Ecco, per la scienza, e comunque per tutte le scienze esatte (inclusa la Storia) il dare voce a tutte le campane è – mi si consenta la citazione, ancorché greve – una cagata pazzesca. Le campane non hanno tutte lo stesso valore: l’opinione di uno scienziato nella scienza vale più di quella di Pino il salumiere o Gino il meccanico (con il massimo rispetto per Pino e Gino, che ne sapranno più degli scienziati riguardo alla macellazione di un bel bue o a come si sostituisce la guarnizione di una testata, due cose tra le tante di cui ignoro completamente qualsiasi passaggio). Specie se certe campane parlano di aria fritta senza portare alcuna prova tangibile o scientifica.

Attenzione, scopo di questo scritto non è sancire il principio di autorità nella scienza, concetto ridicolo. Ma almeno sottolineare quanto il metodo sia fondamentale per un’operazione basilare, che solo negli ultimi anni ha assunto sfumature di presunzione: distinguere il vero dal falso. Perché avere un’invasione di bufale non fa bene a nessuno, specie quando queste bufale servono ad abbassare il quoziente intellettivo del nostro paese.

La Scienza necessita di prove: il metodo scientifico di Galilei si basa su osservazioni, esperimenti, ipotesi, risultati e conclusioni. Sarò più chiaro ancora:

Un dannato video di youtube
non è una prova.

Un’analisi chimica di un campione raccolto chissà come in Tagikistan e spacciato come residuo di scia chimica non è una prova. Soltanto sostenere che esistono metodi alternativi alla sperimentazione animale non è una prova. Il semplice affermare di poter curare malattie incurabili con la propria urina, non è una prova.

Galileo

Lo vedi questo sguardo triste e disperato? La colpa è tua quando pubblichi scempiaggini su fe(i)ssbuk

Ad aggravare, e non di poco, la situazione si è messa di mezzo la meravigliosa categoria dei “ricercatori indipendenti”, un termine che nasconde una verità sconvolgente: questi ricercatori nove volte su dieci hanno la stessa competenza del sottoscritto che parla del dadaismo o dell’esegesi biblica. Alcuni (non tutti) ostentano diplomi di quinta superiore fieramente appesi al muro della propria casa; altri (ancora meno) una laurea presa chissà come (esasperazione dei docenti, di solito: gravissima carenza dell’organizzazione “a nastro trasportatore” della nostra università) con il minimo dei voti dopo 9 anni di onorato cazzeggio.

Strumenti fondamentali del ricercatore indipendente sono i canali Youtube e i blog, dal quale pontificano di tutto ciò che gli viene in mente. Ovviamente senza prove. Ovviamente infangando gli altri ricercatori , bollati come “miserabili al servizio delle multinazionali”.

È gravissimo, e vi prego di convincervi, che questi “ricercatori indipendenti” in qualche trasmissione (Mistero, Voyager) e in certi giornali di disinformazione libera, abbiano non solo diritto di parola, ma siano considerati degli esperti mondiali del campo (un campo, peraltro, che non esiste: essere esperti in scie chimiche o in correlazioni vaccini-autismo equivale ad essere esperti di puffologia o di unicorni volanti). Oltretutto, senza il minimo contraddittorio.

Ora, nonostante io ritenga che la (abusatissima) frase di Voltaire “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere” sia una vaccata immensa nel campo scientifico, il diritto di parola non può essere (purtroppo) negato a nessuno. E non è certamente il diritto di parola ad essere il problema. Di complottisti ne sono sempre esistiti, di “ricercatori indipendenti” anche.

Sono una categoria fastidiosa, certo; soprattutto adesso che grazie ad internet e ad altri canali hanno palcoscenici mondiali (nel nome dell’Auditel). E non si sa per quale motivo riescano a scampare dalle sacrosante querele per procurato allarme, truffa o altri reati vari (tipo diffamazione, dato che nei loro blog fogna si insultano scienziati e non solo).

La salute, la vita dei figli e l'isola. Capito?

La salute, la vita dei figli e l’isola. Capito?

Ma queste derive del pensiero si devono in qualche modo combattere. Lo so che è antipatico, ma dobbiamo iniziare a diventare una “contromassa critica”. Dobbiamo invece smettere di vergognarci, o sentirci in imbarazzo, quando qualcuno di noi ha studiato più di qualcun altro.

Iniziamo dal nostro piccolo: con buone maniere, con garbo, ma iniziamo a far notare ai nostri contatti su facebook quali sono le proteste fondate da quelle infondate, quali i veri scandali e quali le mistificazioni. Il Soldato Ryan è stato salvato dai suoi compagni d’arme: perché il Soldato Scienza non potrebbe essere salvato da un qualcosa di simile?

Alessandro Sabatino

@Ondaanomala1

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23 risposte a “Salvate il soldato Scienza

  1. Ovviamente tu sei un disinformatore pagato per dire tutto questo e tenere a bada il gregge e bla bla bla.

    P.S: siamo al 30 e il mio bonifico mensile del NWO non è ancora arrivato, a te sì?

  2. Vedi Alessandro, queste persone che vanno in tv a blaterare di cose che non esistono poi quando hanno il callo al piede da chi vanno a farselo togliere? Da dottore o dal panettiere? (entrambi capiamoci mestieri fondamentali per il buon funzionamento della società) Allora per loro a parole un’opinione vale l’altra, poi nella pratica è tutta un’altra roba.

  3. Uno si spacca la schiena dalla mattina alla sera a nascondere messaggi subliminali sul signoraggio nei video di Peppa Pig caricati su youtube e questo è il ringraziamento 😦

  4. Grazie veramente!

    È quello che cerco di portare avanti. Ormai da tempo mi sono accorto di questa situazione.

    Grazie

  5. Tutto bello, sono d’accordo! Sono d’accordo soprattutto sull’estensione del concetto di “ognuno faccia quel che sa fare” a qualsiasi categoria o mestiere.
    Taglio corto: Sono fotografo. Rompo le palle da anni, parecchi anni, a tutti i fotografi improvvisati, a tutti quelli che mettendo le mani su una reflex si autoconvincono NON SOLO di essere magari bravi e preparati ma si propongono anche come alternativa -spesso gratuita- in tutte quelle situazioni in cui un professionista sarebbe stato pagato per fare un buon lavoro. Proprio come quelli che si fanno fare le foto del matrimonio dallo zio salumiere mentre comprano un vestito da 2000 euro che indossi UN giorno ma… sia mai pagare 600 euro per un album che ti rimane tutta la vita!
    O come quelli che fanno i fotografi per ‘hobby’ e che fanno i servizi per quattro soldi applicando di fatto una concorrenza sleale ed esentasse, tanto il loro lavoro è un altro, mica ci devono campare!

    • Da fotografo amatoriale ti do ragione al cento per cento. Faccio le foto e cerco di migliorare per la mia soddisfazione personale ma mai e poi mai penserei di sostituirmi a un professionista.

  6. Purtroppo poi ad essi si aggiungono anche politici o amministratori di turno che nel nome del consenso (secondo alcuni di essi metro unico e universale per la valutazione delle affermazioni) si mettono a dire delle emerite vaccate in ambito scientifico.

    E sentirli poi fieri di essere soltanto diplomati e non laureati (“perché io sono un uomo semplice di strada, non sono una di quelle persone complicate”) fa ignominiosamente il resto.

    In Italia c’è un’avversione culturale all’impegno in ambito scientifico, e chi dovrebbe dare il buon esempio, invece, cavalca questo fatto per avere più riconoscimento: meglio avere 10.000 voti dei tamarri che cercano il sensazionalismo perché non sanno rapportarsi con il rigore, che averne 1.000 di chi sa quello che dice.

  7. e affermare che esiste il bosone di Higgs soltando basandosi su una alta probabilità è scienza? io da metodo scientifico pretenderei la certezza 100% e la possibilità di ripetere l’esperimento…invece solo probabilità, ripetutesi varie volte, ma non sempre…bhà ormai pure la scienza si accontenta del pressapoco?

    • L’esistenza del Bosone di Higgs è stata confermata solo con il suo rilevamento attraverso gli esperimenti dell’LHC poco tempo fa.
      Fino ad allora nessuno ha mai affermato la sua esistenza con certezza. Da un punto di vista matematico il modello standard per essere coerente necessitava dell’esistenza di questa particella, che esisteva a livello teorico ma non era mai stata rilevata (“the goddamn particle”, divenuta misteriosamente “la particella di Dio” in Italia).
      E fino alla misurazione è stato dato per valido il modello standard prendendo per buona l’esistenza del Bosone di Higgs perché tutto il resto funzionava bene. Ma se come tu dici ci si fosse accontentati dell’alta probabilità non si sarebbe mai costruito l’LHC per poter lavorare ad energie sufficientemente elevate da poter ottenere il Bosone di Higgs, ma ci si sarebbe limitati a dire “a livello teorico esiste, quindi esiste anche a livello fisico”.
      E l’eventuale non scoperta sperimentale del Bosone avrebbe portato ad una rivoluzione nella fisica, tutta la fisica delle particelle sarebbe stata da riscrivere, in pratica.

    • A lei mancano proprio le basi, si legga qualcosa sul metodo scientifico poi se ne riparla. Sa che esiste una probabilità diversa da zero che iei possa passare attraverso il muro della sua stanza? Certezze al cento per cento, ridicolo…Quelle glele può dare il Papa.

    • Sono uno sperimentale e non un teorico: la possibilità che una persona passi attraverso un muro è uno zero seguito da un centinaio di zeri prima di trovare un numero non nullo, usando l’effetto tunnel, che a scale molecolari invece ha una probabilità abbastanza buona a livello di MQ. Sperimentalmente è zero, a meno di non provare da qui a 5 miliardi di anni a passare attraverso un muro. Inoltre dato che nessuno è mai passato attraverso un muro, la teoria non è sperimentalmente provata. Ma se vuoi provarlo sperimentalmente, Luca, credo che per una scoperta del genere il Nobel credo te lo assegnino di diritto (non scherzo…)

  8. La cosa davvero sconvolgente è che persone come l’Onorevole (ma davvero?) Brambilla, che guadagna col commercio ittico, prende i suoi Xmila (dove X > 10.000) euro al mese ma ATTENZIONE, si idigna per i Beagle di Green Hill e sostiene candidamente davanti a telecamere/giornalisti vari che LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE NEGLI STATI UNITI NON SI UTILIZZA ORMAI DA ANNI può farla franca grazie ad un sistema di disnfomazione ormai conclamata che presenta la sua PERSONALE OPINIONE quale riprova di tesi scientifiche, quando l’unica cosa che meriterebbe è un onorevole calcio nel sedere.

    • Sono assolutamente d’accordo con te.
      Ma come diceva giustamente e mestamente un mio amico il voto di un anti-sperimentazione o antivaccinista vale – purtroppo – quanto il mio o il tuo. E di anti-SA o antivaccinisti ce ne sono sempre di più (purtroppo) e votano (purtroppo).

  9. Grandissimo! Condivido in pieno, non sai quanta fatica, per uno che fa osservazioni radio, a parlare di Muos con i miei concittadini siciliani… Unico appunto: la Storia non è una scienza esatta (è una pseudoscienza in quanto non puoi riprodurre le osservazioni. Esiste anche la storiografia che tratta le interpretazioni dei documenti storici, bella gatta da pelare).

    • Yeeeh, qua si entra nel mio campo. No, la storia non è una scienza esatta ma esiste un metodo. E, credimi, se segui il metodo, soprattutto in storia contemporanea, dove si ha sovrabbondanza di documenti, gli spazi lasciati all’interpretazione sono abbastanza ridotti. E poi c’è una produzione storiografica imponente con alta circolazione e molta peer review. Difficile che una rivista storica pubblichi castronate. Mentre i libri o le riviste di divulgazione spesso sono dei “falsi amici”. Non mi esprimo su internet.

  10. Sono generalmente d’accordo, purchè la scienza non si traduca in arroganza.
    E non si traduca nell’arrocarsi su un piedistallo con la convinzione di avere la verità assoluta in mano.
    La scienza, deve mettere in condizione i non scienziati di capire gli argomenti.
    Un dottore che non fa capire ai suoi pazienti ciò di cui parla, ha fallito.
    PUNTO.
    La scienza che si chiude in se stessa lodandosi e sbrodandosi tacciando chi non è scienziato di stupidità, o allontanndolo perchè tanto non è nè scienziato nè ricercatore e non capisce, ha fallito. PUNTO.

    • Quello che dici tu è assolutamente giusto. Diciamo che gli scienziati non sono scevri da colpe di quello che è successo, ossia del sostanziale rimbambimento della “persona media”. E una delle colpe principali dello scienziato (cosa che molti hanno fatto giustamente notare a vari scienziati) è quella di rinchiudersi in una torre d’avorio, isolandosi dal mondo.
      Gli scienziati, dal mio modesto punto di vista, non hanno solo il compito di fare ricerca e di istruire le nuove generazioni di scienziati nel fare ricerca, ma hanno anche il compito sociale di far conoscere alla gente la scienza, di far amare e apprezzare la scienza alle persone. Ed è anche quello che cerchiamo (nel nostro piccolo) da fare qui su Tagli.

  11. @Alessandro Sabatino
    Ca va sans dire, nel mondo tangibile nessuno passerà mai attraverso un muro , ma, anche se solo a livello teorico, la scienza ci dice chè ciò non è impossibile al cento per cento. La mia era una risposta paradossale al commento di “vantaggista” (forse avrei dovuto mettere l’@) il quale pretende invece dalla scienza risposte certe, assolute, mentre per sua intrinseca natura ci può fornire “solo” aprrossimazioni e modellii via via più accurati. Insomma nel caso del bosone di Higgs i 5 sigma di probabilità corrispondono a quella che nel linguaggio comune, nella vita di tutti i giorni, chiameremo una certezza al di la di ogni ragionevole dubbio!

    • Lo so che dicevi a vantaggista. Hai assolutamente ragione, ossia i 5 sigma mi pare corrispondano alla probabilità di aver sbagliato di uno su due milioni. Il problema della concezione di chi non è “addetto ai lavori” (e qui con questo termine intendo chi non ha fatto studi universitari di tipo scientifico) è dovuto soprattutto alla scuola: nel liceo scientifico (e meno che mai nel classico) la teoria degli errori (senza andare troppo nello specifico, non dico di andare a studiare distribuzioni strane o test normali…) viene spesso e volentieri trascurata.

    • Teoria degli errori al liceo scientifico?
      In 5 anni di liceo scientifico ne abbiamo parlato forse per un paio di lezioni al terzo anno all’inizio del corso di fisica. Ma giusto qualche accenno su errori sistematici ed errori casuali. Nulla di più.
      La scuola italiana fa mediamente schifo al maiale.

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