La bufala del MUOS e di Canneto di Caronia… l’ho creata io!

Da alcuni giorni sta girando in rete una nuova bufala: i canali di trasmissione sono i soliti, tra siti di informazione “alternativa”, blog di sostenitori di teorie del complotto e via dicendo.

Di cosa parla? Di un presunto rapporto tra il MUOS (un protocollo di trasmissione dati ad alta frequenza di proprietà dell’esercito americano. Si fa spesso riferimento all’antenna MUOS in fase di installazione a Niscemi, provincia di Caltanissetta, che si trova a circa 70 km dalla base aerea italo-statunitense di Sigonella) e gli eventi di Canneto di Caronia del 2004, quando oggetti con parti metalliche e/o con circuiti elettrici esplosero per autocombustione (la spiegazione di tali eventi a tutt’oggi non è chiarissima).

La salute, la vita dei figli e l'isola. Capito?

La salute, la vita dei figli e l’isola. Capito?

La bufala, in tutto il suo splendore, la trovate qui. E qui trovate anche il davvero ottimo lavoro di un appassionato debunker, che ha giustamente dimostrato come le reazioni fisiche citate nell’articolo siano del tutto incongruenti.

Ha ragione: non solo perché smonta con pazienza e precisione la bufala.

Perché quell’articolo
l’ho scritto io.

Ora, al di là delle scuse al blogger per averlo fatto lavorare inutilmente (ma credo e spero si sia divertito), come e perché questa notizia falsa è stata creata e diffusa? È stata creata per dimostrare quanto sia facile suggestionare e manipolare l’attenzione di un pubblico sospettoso, irascibile e tendenzialmente ignorante. Non solo: è servita per dimostrare empiricamente quanto, una volta attecchita, fosse difficile da estirpare (basti vedere le reazioni contro chi osava mettere in dubbio la faccenda). Infine, per dimostrare che tutti questi siti pubblicano i loro articoli senza fare uno straccio di verifica. Ma andiamo con ordine.

Tutto iniziò nel marzo di quest’anno 2013, quasi per scherzo, assieme al mio collega Alessandro Sabatino: volevamo creare una nostra teoria del complotto e vedere quanta gente ci sarebbe cascata. In quell’occasione Alessandro buttò giù qualche riga su un complotto americano dietro ai fatti di Canneto di Caronia e me la mandò. Poi un po’ la mancanza di voglia e un po’ la mancanza di tempo ci fecero abbandonare l’idea. Fino a qualche settimana fa: in seguito all’ennesima discussione con l’ennesimo fedelissimo delle scie chimiche, regolarmente trascesa, decido di riprendere il progetto e recupero quel testo.

Doppio click per ingrandire e verificare le date, prego. :-)

Doppio click per ingrandire e verificare le date, prego. 🙂

Lo abbellisco un po’ aggiungendo un presunto legame con il MUOS, qualche termine tecnico preso assolutamente a caso dai miei studi in fisica (come sottolinea il mio sbufalatore ufficiale, basta dire “meccanica quantistica” e la gente crede pure ai draghi), l’idea di un’arma satellitare rubata dal film “007 – Goldeneye”, Nikola Tesla (altro grande classico, lo scienziato spesso e suo malgrado tirato in ballo quando si parla di complotti e affini) e il gioco è fatto. Questo l’incipit della mia “rivelazione”.

Premessa: non posso essere sicuro di quello che scrivo. Sono ipotesi che ho sviluppato personalmente, ma che sono fondate su un background solido di studi in fisica e su fatti accertati.
Noi tutti sappiamo che ogni giorno nel mondo vengono testati protocolli militari di nuova concezione, e molto spesso segreti. Molti di questi “test” vengono svolti in segreto, e magari spacciati per normali fenomeni naturali: basta pensare alle scie chimiche, ma anche a esperimenti genetici, e via dicendo.

.

Lo inseriamo nelle discussioni dei blog e delle solite pagine facebook tramite amici “complici” e qualche profilo fake. Qualche credulone lo manda subito ai suoi blogger complottisti preferiti, orgoglioso di poter contribuire alla causa: di colpo una cretinata creata in meno di mezz’ora diventa letta da centinaia di migliaia di persone. L’articolo, immesso nel sistema il 19 novembre, ha iniziato ad essere pubblicato qualche giorno dopo, a partire dal 23 novembre. Rilanciato su Facebook, dopo 23 ore di pubblicazione su una delle solite famigerate fan-page avevamo 789 like e 737 condivisioni: i commenti indignati fioccavano.

screenshot catena umana attorno al parlamento italiano bufala muos

Abbiamo registrato più di mille condivisioni, tra cui:

  • Movimento 5 Stelle Ragusa (pagina ufficiale),
  • Catena Umana attorno al parlamento (pagina con 120.000 fans),
  • Lonesto.it – Notizie a 5 Stelle (blog non ufficiale del M5S, tra i primi a pubblicare l’articolo)

e moltissimi altri.

screenshot bufala muos-  M5S Ragusa screenshot bufala muos - lonesto screenshot bufala muos beppegrillo fan club

Pagine NO-Muos, qualche NO-TAV, complottisti vari ed eventuali, persino una sedicente testata giornalistica collegata nientepopodimeno che ad Adam Kadmon. La stragrande maggioranza degli articoli pubblicati esce a firma di Gianni Lannes.
Per evitare che basti cancellare l’articolo – come qualcuno ha già fatto, dopo aver subodorato l’esca – proponiamo qui una fotogallery di screenshot. Con un doppio click sarete in grado di apprezzarli in tutta la loro magnificenza.

Ovviamente, vedere le reazioni scomposte, indignate e terrorizzate è stato tremendamente divertente. Una beffa in piena regola: spero ci perdonerete. Scherzi a parte: cosa abbiamo voluto dimostrare? Che creare una teoria del complotto non è poi così difficile:

  1. prendi un fenomeno scientifico la cui spiegazione non sia immediata (qui i fatti di Canneto di Caronia; altrove le scie di condensa, la cui fluidodinamica è assai complessa se non si è del settore);
  2. proponi una spiegazione alternativa basata su intervento umano nocivo al prossimo: serve a ringalluzzire l’ego del lettore, che si sentirà un eroe solo per il fatto di condividere il link (“Ehi, salveremo delle vite con questo click!”);
  3. utilizza termini tecnici il cui significato reale sia totalmente ignoto alla gente (meccanica quantistica, o elementi chimici buttati lì a caso);
  4. attribuisci la colpa ai militari americani che vogliono controllare il mondo, realizzare il nuovo ordine mondiale, e sono “i cattivi” per definizione;
  5. aggiungi una spolverata di “queste cose non te le dirà nessuno, perché censurano tutto e tutti”;
  6. fai leva su pigrizia ed ignoranza: la pigrizia farà sì che nessuno si prenderà la briga di controllare e verificare; l’ignoranza sarà il punto d’appoggio su cui si reggerà il tutto, tenendo fede all’assioma “chi sa di non sapere vuole credere di sapere”;
  7. inforna su Facebook e aspetta che la gente inizi a condividere.

Voilà, la tua teoria del complotto è servita. Ora, seriamente, provate a chiedervi: se lavorando mezz’ora sono riuscito a ottenere qualche centinaio di condivisioni e qualche decina di migliaia di visualizzazioni… quante persone potrei convincere a credere ad una teoria del complotto, se ci lavorassi un anno? E se ci dedicassi tutta la vita? E se utilizzassi argomenti del genere per creare seguito attorno ad un movimento politico, che risultati potrei ottenere?

Luca Romano (con la diabolica collaborazione di Alessandro Sabatino)
@twitTagli

PS: ecco un tot di link dove (per ora) si può leggere la mia bufala.
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115 risposte a “La bufala del MUOS e di Canneto di Caronia… l’ho creata io!

  1. io questa “notizia” sul MUOS e Canneto non l’ho letta da nessuna parte, ma sicuramente è colpa mia perchè non frequento certi siti.
    Apprendo solo ora di tutto questo perchè oggi ho buttato un occhio sul sito Unico-Lab (nucleare).
    Detto questo non capisco lo scopo di questa bufala visto che gli americani di bufale simili ne sfornano a iosa per mascherare i loro complotti…..quelli veri.
    La differenza è che le loro bufale non sono facilmente smontabili come questa……e naturalmente loro non le “confessano” a posteriori.

  2. Ho trovato l’esperimento molto interessante, e voglio essere sincero: anche qualora le intenzioni fossero state molto meno didattiche e pedagogiche – ovvero, anche qualora si fosse diffusa in rete la bufala soltanto per poi beffarsi di chi ci è cascato, la cosa a me sarebbe piaciuta comunque. Chi ha mai detto che non si può semplicemente ironizzare, anche pungentemente, anche causticamente, sugli errori degli altri? Quando dico una castroneria, tra amici, non la passo liscia manco a pagarla oro; e, meritandomelo, non apprezzo di sicuro, ma accetto.
    Sarà pur vero, come dice LU, che il campanello d’allarme suona già da tempo a riguardo. Orwell sarà arrivato 900esimo tra tutti. Questo sito, milionesimo. Ma a differenza di LU, non vedo perché mai, soltanto perché l’ingenuità delle masse sia ben nota, sia inopportuno ribadire con che solerzia si facciano/ci si faccia gabbare [tra le masse, volente o nolente, di quando in quando ci finisco anche io].
    E nemmeno il problema della malacreanza, sottolineato sia da LU che da Nicolas Bronstein, mi sembra fondato.
    Da una parte, viene da dire che l’idea di Nicolas Bronstein secondo cui un articolo così schietto sia deleterio per il dialogo, mi sembra esagerata: l’articolo non usa parole forti, in caso se le risparmia. E la diplomazia non implica necessariamente una cortesia affettata: la ragione (argomentata o evidente) permette e quasi richiede di mettere all’angolo il proprio interlocutore, prima di tendergli una mano.
    A parer mio, quella che viene scambiata per arroganza altro non è che la franchezza con cui si è enunciata la tesi: creare una teoria del complotto non è poi così difficile. Il fatto di aver fatto nomi e portato esempi ha reso sì la critica più audace e diretta ma, ripeto, Bronstein e LU confondono un rimprovero con un insulto; mentre nulla impedisce di dialogare con chi (legittimamente o meno) ti sta redarguendo anche severamente.
    Che gli stupidi più stupidi si fermino tre caselle prima, alla tazza di tè dove gli si oppone un ragionamento ma senza imporgli di considerarlo – il famigerato “non condivido quello che dici, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa essere libero di dirlo” di cui parlava Voltaire e che piace tanto alla rete perché vale a dire “ti lascio parlare, fintanto che mi ricambi la cortesia di non mettere in discussione le mie baggianate”; ecco, la disponibilità degli scemi a dialogare pacificamente solo con chi dimostra sensibilità verso le fesserie altrui non obbliga a trattare le anime poco sopra quelle vegetative con la premura e pazienza che richiedono di solito i chat bot.
    Ma soprattutto: figurarsi se vale la pena impuntarsi sull’etica di come si esemplifica la credulità umana.
    Posto che i più non credono a bufale simili; posto che tra quelli che ci credono, di fronte all’evidente errore, c’è da supporre che i più lo ammettano a cuor leggero a prescindere dal garbo con cui si è puntualizzato lo sbaglio (così per questi una critica aspra o gentile porterebbe solo a un’ammissione più o meno amara); posto ciò, rimane che ci si sta indignando per quella fetta esigua di creduloni disposta a rinnegare la correttezza della smentita a costo di attaccarsi alla mancanza di tatto dell’esecuzione. Anzi, ci si sta indignando per loro (…) (…) (…) preventivamente. Permettetemi un *palmface*.
    Se è per “amor di polemica”, come dice Enrico Vair, chiaro che condivido. (Chiaro anche che sia chiaro per chi ha letto fino a qui, credo).
    Però non mi sembra un problema vero.

    Ciò che infatti trovo interessante in questo articolo è che:
    a) parrebbe davvero facile architettare, far circolare e radicare una bufala;
    b) è facile in primo luogo per una carenza di verifiche da parte di chi fa informazione in rete.
    Il fatto poi che siano forze politiche rilevanti a farsi promotrici di questo tipo di informazione è spiacevole ma – lungi questo da voler essere un’attenuante alla “tu quoque” o “ii quoque” – c’è una bella tradizione in questo Paese: l’IDV di battaglie contro le scie chimiche ne fece a iosa; nominate il Bilderberg alla Lega e otterrete fumanti requisitorie con gli occhi di fuori sull’esautoramento della facoltà di autolegittimarsi dei popoli, Brandolini del PD ha fatto più interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche che presenze in Parlamento. Insomma, per essere minoritarie, le teorie del complotto hanno una buona rappresentanza in Parlamento!

  3. comunque ci sarebbe una precisazione da fare. il movimento “NO MUOS” esiste da tempo, e non si tratta affatto di un movimento del tipo di quelli che invocano ai rettiliani o scemenze simili. Voglio dire… avete fatto una roba simile a dire a dei no tav che le montagne da traforare sono piene di scorie radioattive. Certo sarebbe in ogni caso una affermazione necessaria di verifiche e tutto il resto, pero’ diciamo che non avete creato una teoria del complotto su un terreno del tutto vergine, dal momento che esiste gia’ un forte conflitto legato al MUOS,
    bisognerebbe tenere conto di questo fattore

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