Guida pratica per imparare a scrivere un Buongiorno di Massimo Gramellini

C’è quella tua collega di università che ti ha passato una volta gli appunti di filosofia teoretica che ti fa perdere la testa. Una ex lettrice di Cioè, passata a Vanity Fair in quinta liceo, con la passione di Instagram e le copertine di Internazionale.

Su Facebook, la sua immagine del profilo in bikini vale la sua ossessione per il tasto “condividi” sugli oroscopi di Rob Brezsny, ché l’astrologia è roba da repressi, ma la rubrica di Brezsny è il massimo. Se sei alla soglia dei trenta e scrivi ancora come collaboratore al Gazzettino di Brembate, l’unica tua possibilità di conquistarla è dare una svolta alla tua vita professionale. Come?

Facile: seguendo questa breve guida su come diventare il vicedirettore di uno dei più importanti quotidiani d’Italia, curando una rubrica di mille battute. Sono poche regole, ma molto semplici da seguire. Costruisci anche tu il tuo Buongiorno di Massimo Gramellini.

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1) L’Italia fa schifo! W l’Italia!

Caro e vecchio colpo al cerchio. E caro e vecchio colpo alla botte. La prima regola è la più importante: l’Italia è un Paese pieno di contraddizioni. Non mancare mai di sottolineare come questo Paese sia immorale e corrotto. Ma anche bello, unico e affascinante. Soffermati sul più antico dei luoghi comuni dell’italianità: la capacità di essere la malattia e la cura di se stessa. Insomma, riduci il tuo ragionamento a una puntata di Dottor House: la prima ipotesi è sempre malattia autoimmune.

È vero, abbiamo inventato ed esportato le mafie e il fascismo, siamo un popolo di furbi e arrivisti. Ma abbiamo un mare stupendo e l’ospitalità della nostra terra non la trovi da nessuna altra parte. E poi siamo solidali tra di noi. In altri termini, facciamo schifo, ma siamo abbastanza scafati da cavarcela sempre, in un modo o nell’altro.

Gioca molto sulla dicotomia brutto/bello. È un ottimo escamotage per emozionare il lettore. In fondo tu non sei un giornalista, ma un poeta contemporaneo e l’emozione è tutto. Questo modo di procedere, inoltre, ti aiuterà a non  dover argomentare un bel niente: la contraddizione intrinseca dell’Italia è già una risposta.

Alcuni esempi:

  • Mafia, ‘ndrangheta e camorra? Falcone, Borsellino e Impastato.
  • Schettino? Gregorio De Falco.
  • Duce? Fratelli Cervi.
  • Sindaco sceriffo che toglie la mensa ai figli dei morosi? Imprenditore filantropo che copre tutte le spese.

Conte-Camillo_Benso_CavourFacile, no?

Non dimenticarti di darti un tono, in fondo sei un intellettuale. Ma non esagerare. Per cui intervalla citazioni colte con un po’ di sana cultura popolare. Soffermati il più possibile sul risorgimento, in modo che tu riesca a mettere insieme Pulcinella e Mazzini e Garibaldi. Ma soprattutto Cavour, più qualche ricordo del Grande Torino e il Filadelfia. E ogni tanto tira in mezzo Indro Montanelli, che male non fa.

2) L’amore vince sempre sull’odio

Quando Silvio Berlusconi si inventò questo slogan ho temuto che Gram e gli autori di Harmony ne chiedessero il copyright. Invece no, perché tra uomini di cultura scambiarsi le idee è buona prassi. Il consiglio è: miele a tonnellate. La dolcezza non passerà mai di moda, come Beverly Hills 90210. Alla peggio ti pubblicheranno sulla Smemoranda.

Anche in questo caso gioca molto sul contrasto. Qualcosa tipo: nonostante sia un mondo schifoso ci sono storie che ti riconciliano con il genere umano. In sostanza, cerca di mettere nero su bianco la metafora del fiore che cresce in città, contro tutte le avversità, contro il cemento e contro la bestialità dell’uomo.

Hai carta bianca, ma ti consiglio alcune accortezze. Alcuni errori potrebbero costarti caro. Innanzi tutto, cerca di non parlare di sesso – a meno che non si tratti di Berlusconi, vedi ultimo capitolo -, ché è volgare. In secondo luogo, ricorda che sono le donne le portatrici sane di bellezza. L’idea che ci siano donne stronze non ti deve neanche venire in mente. Può sembrare un sciocchezza, ma da qui all’accusa di maschilismo il confine è sottile. E si sa: la lobby del comitato Se non ora quando può farti perdere il posto di lavoro da un giorno all’altro. Infine, ricordati: due amanti ultra ottantenni non sono ripugnanti, sono dolcissimi.

Tieni sempre a mente che il mondo è bello: da qualche parte c’è sempre una vecchietta con la pensione minima che condivide la sua magra cena con i barboni alla stazione.

3) La crisi e la casta

EVIDENZA-Fuga-Cervelli-New1Sul crollo dell’economia e sulla disoccupazione quotidiani come Stampa e Repubblica hanno costruito un impero. Da 5 anni a questa parte i titoli delle prime pagine sembrano scritti con Ruzzle e i ricercatori Istat sembrano essere gli unici a conservare il posto fisso.

In un contesto del genere hai una letteratura immensa dalla quale attingere idee per la tua rubrica. Una valigia di luoghi comuni e storie riscaldate praticamente senza fondo. Per iniziare puoi andare sul classico, tipo:

  1. disoccupazione giovanile;
  2. fuga dei cervelli;
  3. imprenditore strozzato dalle tasse;
  4. commerciante onesto che nonostante sia con l’acqua alla gola è fiero di emettere scontrini;
  5. lavori che i giovani non vogliono più fare;
  6. precariato diffuso;
  7. giovani creativi che si inventano il lavoro;
  8. 50enni disoccupati che si inventano un lavoro;
  9. 50enni disoccupati che non possono inventarsi il lavoro;
  10. siamo tutti sulla stessa barca.

Cose così, la scelta è ampia.

Tutto questo però non basta. Storie di questo tipo sono alla portata di tutti, il vero fuoriclasse contestualizza e non si lascia sfuggire il paragone con la casta mangiona e scialacquona. Per ogni lavoratore onesto, c’è un politico che sperpera denaro pubblico per organizzare la Sagra del Rutto Libero. Per ogni pensionato che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, c’è un consigliere che si fa la doccia con lo champagne.

Non lasciarti sfuggire il paragone con gli eldoradi europei. Non mancare mai di ricordare quel sindaco di un comune nell’entroterra norvegese che alimenta il fabbisogno energetico dell’intera città con i pannolini di suo figlio o quel parlamentare tedesco che si è dimesso per aver fatto l’abbonamento premium a YouPorn.

La casta va bastonata, ma ancora una volta la parola d’ordine è moderazione. Non scrivi per il Fatto Quotidiano e non devi candidarti con il Movimento 5 Stelle. Per questo motivo, ricorda sempre che se il mondo è bello, la politica è ancora più bella e non sono tutti uguali. Ci sono anche parlamentari onesti che pensano al bene comune. E spesso sono donne.

4) Silvio e il copiaincolla

Silvio-Berlusconi-007_1200x720-1Scrivere una rubrica quotidiana di mille battute è cosa difficile. Ti porta via almeno 17 minuti al giorno per la stesura e una lettura dei quotidiani di almeno 10. Se aggiungi quei tre minuti per rileggere e bearti della tua bravura, fa mezzora. Può capitare, inoltre, di essere senza argomenti. Ma non disperare.

Secondo uno studio dell’Università di Trofarello il tag Silvio Berlusconi è tra i più ricercati della rete, dietro solamente ad amateur hot wives e Napoli Calcio. Il suo nome, sempre secondo UniTrofarello, parrebbe essere il più pronunciato nella coda alle poste il sabato mattina.

Se dovessi trovarti a corto di idee e la cronaca del tuo quotidiano non ti fornisce spunti, scrivi un bell’editoriale sul leader più amato dalle casalinghe di Voghera. Puoi attaccarti all’ultima barzelletta sconcia raccontata dall’ex premier al convegno Famiglia e Cristianità. Puoi citare una delle sue tante cause pendenti o passate in giudicato. Puoi ironizzare sulla passione per le giovani donne straniere.

Ma B. non è l’unica ancora di salvataggio. Nella tua casella email potrai trovare un sacco di messaggi dei lettori. In quel caso apri le virgolette, copia, incolla e chiudi le virgolette. Tempo stimato: un minuto. Te ne restano 29 per vedere una puntata completa di Scrubs.

Molte saranno catene di sant’Antonio. In quel caso ti basterà cancellare la frase finale “invialo a 50 contatti e passerai una notte di fuoco con Beyonce”. Altre saranno bufale, ma non preoccuparti, non spetta a te verificare. Quello è il compito dei giornalisti veri.

Andrea Dotti

@twitTagli

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14 risposte a “Guida pratica per imparare a scrivere un Buongiorno di Massimo Gramellini

  1. Mi si nota di più se dico che Gramellini mi piace o se dico che non mi piace? Sinceramente mi pare che il nostro paese abbia problemi più gravi e che ci siano giornalisti ben peggiori (e molto più ignoranti)

  2. Solitamente ci azzeccate, ma stavolta l’articolo è di una pochezza allarmante. Fare finta di non salire su di un piedistallo salvo poi sputare sentenze è il sintomo di un tema poco ispirato e trattato con una superficialità che può essere anche voluta ma non per questo gradita. Può non piacere il pathos di Gramellini e dei suoi articoli, ma almeno si percepisce uno sforzo che va oltre il finto cinismo, che peraltro suona più di invidia, propinato con questo testo.

  3. critica ispirata e purtroppo ben poco romanzata, nel dubbio rileggetevi gli ultimi agghiaccianti “buongiorni”… se ci sia o meno invidia non mi interessa e non credo sia questo il punto, come è ovviamente risibile discutere sul fatto che in questo paese esista ben di peggio che di Gramellini, magra “consolazione”… una sana picconata a quel mefitico buonismo immobilista ormai patologico (e profondamente istituzionalizzato) che ha contribuito a portarci in questo limbo intellettuale è solo salutare, grazie 🙂

  4. Ciao,
    sono l’autore dell’articolo: quello vanaglorioso, cinico e invidioso.
    Non credo di essere un precario intellettuale, se non altro perchè non so cosa voglia dire, così come autocefalia. Limiti miei 😉
    Stupidaggini a parte, apprezzo i commenti, anche quelli critici. Lo dico davvero.
    Per il resto, per quanto possa contare, vi assicuro che l’invidia è l’ultimo dei sentimenti che provo per Massimo Gramellini. E lo dico davvero: invidio molti altri giornalisti, tutti molto bravi e sicuramente molto più bravi di me, ma lui no.
    Ci tengo a precisare che l’obiettivo era far fare una risata a chi avesse letto il post, magari un po’ acida, ma comunque una risata. Nulla di più, nulla di meno. Io per primo adoro Internazionale e sono Instagram dipendente. Qui dentro mi prendo un po’ per il culo da solo.
    Ultima nota per Cleo: parafrasare Moretti non è meno banale che criticare Gramellini, anzi…
    Abrazos!

  5. Pingback: Guida pratica per imparare a scrivere un Buongiorno di Massimo Gramellini | Una vita da mediano·

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