In parole povere: cos’è un “assistente di lingua italiana all’estero”

lyon fete de lumieres

“L’assistente di lingua italiana all’estero” è l’opportunità di lavoro che mi è capitata: venivo da un Erasmus in Spagna, ma mille vicissitudini diverse mi han portato ad accettare questo incarico in Francia.

Tutti sanno cos’è il “progetto di mobilità internazionale europeo per studenti universitari“, per gli amici “l’Erasmus”; non sono in molti invece a conoscere il bando del MIUR che permette ai neolaureati (della triennale o della specialistica) di partire per 7 mesi in un paese straniero. Come assistente, appunto.

Si può scegliere la meta fra Inghilterra, Francia, Belgio, Austria, Irlanda, Germania o Spagna. L’assistente lavora nei licei, nelle scuole medie e talvolta in quelle elementari, coadiuvando il locale professore di lingua italiana ed affiancandosi a lui nel corso delle lezioni e delle attività extradidattiche. Si tratta di un lavoro leggero (12 ore a settimana) e relativamente ben pagato (circa 800 euro al mese), ma che richiede spirito di iniziativa, fantasia e energia.

Il bando esce tutti gli anni intorno a dicembre e la domanda online va mandata di solito entro metà gennaio. Il bando per l’anno 2013-2014 è uscito pochi giorni fa, e lo trovate cliccando questo link. Per chi vuole concorrere, c’è tempo per inviare la domanda online fino al 13 gennaio 2013.

Per poter partecipare occorre:
  • non aver superato i 30 anni di età;
  • essere iscritti all’università (corsi di laurea in Lettere, Lingue, Traduzione, Storia, Geografia, Conservazione dei Beni Culturali, Filologia e simili) o essere laureati da meno di un anno;
  • aver sostenuto almeno due esami (da 10 o 12 crediti), oppure quattro (se da 5 o 6 crediti) relativi alla lingua o alla letteratura del Paese in cui si chiede di andare;
  • aver sostenuto almeno due esami di Lingua, letteratura o linguistica italiana.
Ma essere assistente di lingua italiana per me ha significato anche (e soprattutto):
  • cartina auvergneScoprire l’esistenza di una città e di una regione nel cuore della Francia: la misconosciuta Clermont-Ferrand e l’Auvergne.
  • Viaggiare nelle lunghe vacanze scolastiche francesi (oh yes: Oltralpe all’insegnante spettano due settimane di vacanza ogni cinque di lezione!)  e (ri)scoprire città gioiello come Lyon con la sua grandiosa Fête des Lumières; città maudites come Marseille – bella oltre la sporcizia e la delinquenza; città-porta della montagna come Grenoble; città eleganti e dal fascino sempre vivo come Bordeaux…
  • Parlare con un assistente brasiliano e scoprire che il nome dei pennarelli che usavi da bambina (chi non ricorda i Carioca?) significa “abitante di Rio”, quindi in qualche modo “persona cool” e molto colorata.
  • multiculturalismoVivere con sei ragazze di nazionalità differenti, con tutte le scoperte culturali-gastronomiche-linguistiche che ciò inevitabilmente apporta.
  • Mettermi alla prova con il mestiere di insegnante, e scoprire che in fondo non è così male come pensavo. In Francia si usa dire che “enseignant, c’est le plus beau métier du monde!”, ma d’altro canto mi sono scontrata con l’evidenza che si tratta di un lavoro “a tempo pieno”: ti fa pensare in continuo a quello che vorresti/dovresti/potresti fare in classe.

Serena Avezza

@twitTagli


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16 risposte a “In parole povere: cos’è un “assistente di lingua italiana all’estero”

  1. Bell’articolo, ma per completezza dovresti segnalare la possibilità di fare l’assistente anche per la regione, oltre che per il Miur…
    Mi hanno parlato per la prima volta di questa opportunità durante la riunione di benvenuto per gli studenti erasmus al mio arrivo in Clermont-Ferrand. Nel corso di quella riunione ho semplicemente scritto il mio nome su un foglio per manifestare il mio interesse per l’offerta. Poi, una settimana dopo, sono iniziati i colloqui.
    Ci sono andata al mattino presto del primo giorno.
    Un mesetto dopo ho ricevuto la mail nella quale mi informavano che ero stata accettata per il lavoro e che ero stata assegnata al liceo privato Saint-Julien di Brioude.
    Seguo studenti che vanno dalle medie all’ultimo anno di liceo. Cerco sempre di organizzare lezioni con temi interessanti per attirare l’attenzione dei ragazzi e per appassionarli alla lingua e alla cultura italiana. Con i ragazzi delle medie è più semplice, si entusiasmano al solo fatto di cambiare professoressa. Al contrario con i ragazzi del liceo è molto difficile se non impossibile farli parlare e partecipare alle lezioni. Ma la speranza è l’ultima a morire.

  2. Effettivamente c’è anche questa opportunità, grazie dell’appunto.
    Si tratta di un bando con date e numeri diversi per ogni regione e che si rivolge a chi è già residente sul territorio francese ma è madrelingua italiano. Gli assistenti della regione lavorano per sole 7 ore a settimana e sono quindi proporzionalmente meno pagati. Spesso sono studenti erasmus e affiancano l’assistentato allo studio.
    Il bando della regione Auvergne potete trovarlo su questo link:
    http://www.auvergne.org/fiche-aide.html?id=100

  3. Molto interessante, grazie per le informazioni! sai se poi c’è la possibilità di prolungare il contratto una volta entrati nel circuito delle scuole francesi?

  4. Pingback: Il voto degli Italiani all’estero ed il papocchio degli Studenti Erasmus | Tagli·

  5. Ufficialmente no, il bando del MIUR esclude in maniera chiara questa possibilità. Solo gli assistenti di lingua tedesca hanno la chance di prolungare il loro assistentato. Ma, in pratica, una volta nel territorio alcuni assistenti si propongono presso le università locali come lettori o come supplenti nei licei e nelle medie e talvolta riescono nell’intento.

  6. Ciao Serena! Che bello sentire un’esperienza come la tua, è molto incoraggiante! Io ho partecipato al bando 2013-2014 per la Francia e sono tra le primissime riserve, quindi speriamo bene! 🙂 Ti volevo chiedere.. sai per caso se ci sono zone che sono coperte più di altre da assistenti? (quindi se ci sono più posti/possibilità di andare nelle zone confinanti con l’Italia) Oppure tutte le Académie hanno un proporzionale numero di assistenti? Grazie mille e complimenti ancora! 🙂

  7. Ciao Vale, anche io ero riserva (e neanche fra le primissime), quindi il mio suggerimento è… tieni le valige pronte, anche all’ultimo può sempre arrivare una chiamata dalla Francia!! Non saprei dirti quale zona è più coperta sinceramente, so solo che Parigi e Nizza sono fra le più richieste… però io sono dell’idea che – per sette mesi – vivere in qualsiasi città francese possa essere una bella esperienza. Per di più l’italiano non è insegnato di solito alle elementari, quindi noi assistenti di italiano siamo già “fortunati”, non rischiamo di finire in paesini troppo piccoli (dove chiaramente non c’è il liceo), come invece capita più spesso agli assistenti d’inglese o di spagnolo.
    In bocca al lupo!

  8. Ciao! Ho letto il tuo post e l’ho trovato molto interessante, a me han chiamato da riservista e inizio a gennaio 2014 in un liceo a Worms, Germania. Farei qundi solo 5 mesi, anche se mi han detto che eventualmente si potrebbe prolungare. Prima facevo l’insegnante all’istituto italiano di cultura di amburgo ma era un lavoro molto poco stabile e soprattutto non mi permetteva di coprire le spese per una città come amburgo. Secondo te è un’esperienza valida? (ho 26 anni).Grazie per il parere!

  9. Ciao Maurizio,
    anche io ho 26 anni e l’assistentato trovo che come sia esperienza sia molto arricchente dal punto di vista del bagaglio didattico/culturale, mentre dal punto di vista economico permette il soggiorno (e magari qualche viaggio nel paese dove vieni ospitato) ma senza grandi possibilità di guadagno. Molto dipende ovviamente dalla città dove andrai – ti sei informato sui costi di Worms? – e dalla possibilità o meno di venir ospitati dentro la scuola in cui si insegna. Ora che ho terminato questa esperienza e riesco a valutarla un po’ più “da fuori” posso dirti che qualche diffetto c’è: lasciare gli alunni a fine aprile, per esempio, dà un che di “non concluso” al lavoro fatto e tra l’altro ti fa rientrare in Italia non certo nel periodo migliore dell’anno per cercare un altro impiego (soprattutto nell’insegnamento).

  10. Ciao Serena,
    grazie per la risposta. Un parere da un diretto interessato in questo momento per me è di grande aiuto. La situazione è un po’ complicata, ho contattato la scuola di Worms e mi ha risposto un’insegnante di italiano dicendomi di cercare alloggio in internet, cosa che chiaramente è difficilissima visto il periodo dell’anno. Gli alloggi sono pochi e i costi di affitto si aggirano sui 300/350 euro al mese e non sto trovando nulla.
    Inoltre la responsabile dell’ufficio scolastico tedesco mi deve ancora inviare il contratto, non ho fatto il periodo di formazione prestabilito perchè mi è stato comunicato il ripescaggio oltre le date utili, non ho altri documenti se non il modulo del miur che ho firmato per accettare, insomma c’è un po’ di confusione. In effetti il periodo ridotto a 5 mesi di assistentato effettivo ha lasciato un po’ perplesso, ho accettato l’incarico perchè, come dire, “non avevo di meglio da fare da gennaio”, mi rendo conto sia una motivazione piuttosto debole. Non so nemmeno se mi verranno riconosciuti quei miserabili 3 punti per le graduatorie di III fascia con un periodo così breve. Scusami per tutti questi dubbi, puoi immaginare come sia una situazione un po’ controversa!

  11. Per i punti in graduatoria dipende dal numero di settimane del contratto, ma per saper meglio dovresti mandare una mail al Provvidetorato… per il fatto di non avere molti fogli firmati non preoccuparti, anche io ero stata ripescata (una decina di giorni prima della partenza) e ho fatto quasi tutti le pratiche burocratiche una volta in Francia con l’aiuto della segretaria della scuola, l’importante è avere quello che per noi si chiamava “presa in servizio”, un foglio in cui sono indicati il nome della scuola, il numero di ore e i mesi che lavorerai.

  12. Ciao Serena! Sapresti indicarmi delle Académies che offrono un alloggio agli assistenti? Te ne sarei molto grata…
    Ciao!

    • Ciao Lorena,
      mi dispiace ma non è così facile rispondere alla tua domanda, perché ad offrire l’alloggio non è l’Académie ma sono i singoli istituti. Tutto dipende se il lycée o il college a cui sei stata assegnata dispone o meno di Internat. Questo lo puoi scoprire solo mandando una mail al Secretariat del tuo istituto o alla tua docente tutor. Nel mio caso lavoravo su tre licei, di cui uno con Internat chiuso per restauri, uno con Internat disponibile per gli assistenti ma a pagamento (cifre basse intorno ai 150 euro) e uno che offriva alloggio gratuitamente. Come vedi la situazione è molto variegata!

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